L’habitat rupestre di Gravina in Puglia

25/10/2012

Un percorso per scoprire l’habitat rupestre di Gravina in Puglia. Un cammino tra le chiese di San Michele, San Basilio, il Ciclo pittorico di San Vito Vecchio, ma anche Sant’Andrea, Santa Maria degli Angeli fino alla chiesa della Madonna della Stella.  

L’interno della Cripta di San Vito Vecchio a Gravina in Puglia

La necessità di un insediamento sicuro e protetto per difendersi dalle orde barbariche scese dal nord Europa in Italia Meridionale, dopo il declino di Roma, sconvolsero l’assetto urbanistico del territorio dando vita ai villaggi rupestri compreso quello di Gravina in Puglia. Un nuovo modello di cultura che si fece strada soprattutto in Puglia ed in Lucania nel periodo che va dal VI al XII secolo d.C. La maggior parte degli insediamenti rupestri pugliesi sono del tipo “a parete“, scavati cioè nelle ripe delle lame o gravine.

Una serie di villaggi rurali nati nelle grotte che con il passare del tempo diventarono anche luoghi di culto. Infatti, con la diffusione del monachesimo si scavò nella calcarenite creando chiese che più tardi furono affrescate secondo la maniera bizantina e la devozione locale. Solitamente nel catino della navata domina la figura di Cristo Pantocratore.

Il nostro tour per le strade di Gravina in Puglia prende il via dalla chiesa di San Michele delle Grotte, situata nel rione Fondovico sul versante sinistro del burrone di fronte alla magica visione di grotte. Nel XII e XIII secolo era tutta affrescata, oggi conserva solo residui sparsi in tutto l’ambiente.

Percorrendo via Calata Grotte San Michele si arriva fino in piazza Notardomenico, svoltando a sinistra si arriva all’ingresso di Gravina Sotterannea. Risalendo via D’Ales e costeggiando il complesso della Chiesa di Santa Maria del Suffraggio si arriva in via Martini dove sorge la Chiesa di San Basilio, ubicata nel rione Piaggio, che conserva una reliquia del santo.

Il nostro tour nell’habitat rupestre di Gravina in Puglia ci porta in via Museo dove si trova la sede della Fondazione Ettore Pomarici. All’interno del Museo in un ambiente ricostruito fedelmente a quello originario sono esposti un intero ciclo di affreschi che fino al 1954 si trovavano all’interno della Cripta di San Vito Vecchio.

Risalendo via Evangelisti e via Clemente si arriva alla Chiesa di Sant’Andrea situata a poca distanza dalla chiesa di Santa Sofia che sorge nel cavato San Marco e si affaccia sul bastione dell’antica cinta muraria di Gravina, purtroppo sono andati perduti gli affreschi che dovevano decorare l’ambiente.

Situata nei pressi del ponte settecentesco, che collega le due sponde del burrone, è raggiungibile da via Fontana la Stella troviamo la chiesa di Santa Maria degli Angeli. L’edificio è ad una sola navata con qualche residuo di affreschi.

Attraversando il ponte, ai piedi della zona archeologica “Padre Eterno” sul ciglio destro del burrone si conclude il nostro tour non prima di aver visitato la chiesa dedicata alla Madonna della Stella, utilizzata in epoca pagana per una divinità della fertilità è divenuta santuario mariano per volontà del vescovo Francesco Bosio (1568 – 1574), fu meta di pellegrini provenienti dalla città vicine.

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