Il Diaro di… Giulia: alla scoperta di Ascoli Piceno

4/11/2013

Ascoli Piceno è una splendida città che ha costituito una piacevole scoperta per me, che non c’ero mai stata e che ho potuto lentamente spogliarla di tutti i suoi segreti intrufolandomi tra le caratteristiche rue, le viuzze che la percorrono seguendo i tracciati delle antiche strade romane.

Ascoli Piceno (fonte web)

Ascoli Piceno (fonte web)

Innanzitutto, ma questo non certo un segreto, Ascoli è conosciuta in tutto il mondo per la celebre ricetta dell’oliva all’ascolana, una di quelle specialità che bisogna gustare almeno una volta nella vita e dal cui primo assaggio si è sicuramente attratti verso un secondo, e poi un terzo…e così via! Per cui ho deciso già prima di partire il menu per il pranzo: un bel cartoccio di olive all’ascolana.

Secondo un cospicuo itinerario cronologico, ho iniziato ad attraversare la città alla ricerca di quei resti di mura romane e preromane che ancora oggi si possono ammirare tra gli edifici moderni, ma mi sono in breve tempo persa dietro l’intricata mappa di torri medievali che oggi, se pur in gran parte distrutte, continuano a costituire un importante motivo di distinzione per la città tanto da valere ad Ascoli il nome di città delle cento torri.

Camminando per il centro storico si respira poi un’aria di tradizione e di antico, in un magnifico intreccio che vede coinvolte non solo quella Storia e quell’Arte, baluardi del passato di ogni popolo, ma anche le storie dei suoi abitanti, i suoi sapori e le sue leggende. Da un negoziante del luogo mi è stato parlato di uno dei più noti racconti popolari che ancora si tramandano, secondo il quale il ponte che oggi porta il nome del celebre poeta medievale Cecco D’Ascoli sarebbe stato da lui costruito in una sola notte, con l’aiuto del diavolo. Racconti popolari a parte, anche questo ponte è opera romana ricostruita nel XX secolo dopo essere stato distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Un’altra bellissima tradizione è custodita fedelmente dagli ascolani, come è stato dimostrato dall’enfasi con cui me ne è stato parlato dal personale dell’ufficio turistico, sito in Piazza Arringo: è la Giostra della Quintana, che si tiene tra luglio e agosto, ed è attesa con fermento da tutti i cittadini che già da giorni prima si preparano a rivivere, e far rivivere, l’atmosfera medievale della Festa Patronale di Sant’Emidio. Il personale dell’ufficio mi ha raccontato anche di un altro evento caratteristico del luogo, che attira ogni volta numerosi turisti come la Quintana, ma che fortunatamente, a differenza di quest’ultima, si tiene più volte l’anno: è il Mercatino dell’Antiquariato, girando il quale gli appassionati possono trovare gioielli, mobili, sculture, stampe, dipinti, ceramiche e altre opere d’arte risalenti ai secoli dal XVIII al XX.

Uscita dall’ufficio turistico, sono rimasta per un po’ ad ammirare con uno sguardo d’insieme la piazza su cui mi trovavo, sulla quale affacciano sia la Cattedrale di Sant’Emidio e il Battistero, sia il Palazzo dell’Arengo, sede del Comune e della Pinacoteca Civica. Oltre alla Pinacoteca, ho voluto visitare il Museo dell’Arte Ceramica, che costituisce una lavorazione locale di antica tradizione insieme a quella del ferro battuto; dell’affascinante risultato della lavorazione di quest’ultimo mi sono soffermata ad ammirare, mentre andavo via, gli elementi che ornano alcuni edifici della città, come l’elegante ringhiera di un balcone all’angolo tra Via Trivio e Via Cesare Battisti.

Giulia Magni

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