Villa romana di Cottanello: una bugia per riportarla alla luce

18/10/2012

Una bugia, detta a fin di bene, e la contemporanea nascita di una pro loco: gira intorno a queste due fasi la scoperta della villa romana di Cottanello. Una storia che affonda le sue radici nel lontano 1968 quando in località Collesecco “nel corso di alcuni lavori agricoli furono scoperti i resti di un’antica villa di epoca romana”: ed eccola la bugia come spiega Fabio Mastrodicasa Rinaldi in una pubblicazione curata dal Comune di Cottanello e dedicata proprio alla villa romana.

In sostanza quella fu una bugia detta a fin di bene, che in quella zona agricola si trovassero seppelliti i resti di una dimora gentilizia era noto ad un gruppo di persone che già qualche anno prima avevano dato vita ad una serie di ricerche nella zona. Collesecco è una località prevalentemente agricola caratterizzata da oliveti e pascoli che si estende a sud del centro urbano di Cottanello, ad un chilometro in linea d’aria dal centro storico del comune della Sabina.

Una veduta della villa romana di Cottanello

Qui negli anni ’20 raccontavano gli anziani del posto si vedeva una piccola costruzione che “somigliava al Colosseo” e che nel corso di grossi scavi per piantagioni si erano visti interi vani anche pieni di anfore e di doli – racconta nel suo saggio Fabio Mastrodicasa Rinaldi – e proprio in questa fetta di territorio che nel corso del Secondo Conflitto Mondiale gli abitanti del luogo nascondevano in cunicoli o in stanze sotterranee le loro provviste. E fu proprio nella notte tra l’11 e il 12 giugno 1944 che i tedeschi in fuga fecero esplodere un deposito di munizioni che avevano predisposto nella zona a scopi difensivi, il risultato fu che tutta la vegetazione circostante fu devastata e forse qualche danno venne anche provocato alle parecchie strutture archeologiche, pur se interrate.

Insomma che Collesecco custodisse reperti archeologici era molto di più che una semplice ipotesi. Ma come riuscire nell’intento di riportare alla luce queste testimonianze dell’epoca romana? La risposta venne data alla fine dell’estate del 1968 dalla nascita della Pro Loco di Cottanello, una autentica novità per questa zona della Sabina.

Ebbene la nascita dell’associazione e il suo impegno per la valorizzazione delle antichità di Collesecco rappresentarono la chiave di volta che portò all’alba dell’11 settembre del 1968 un gruppo di cittadini di Cottanello, parroco in testa, ad avere il via libera dal presidente dell’Opera Pia, proprietaria dell’area di Collesecco, ad effettuare lo scavo: “con pochi coli di piccone si riportarono alla luce porzioni di muri in pietra calcarea eseguiti in opera pseduo reticolata nonché circa un metro quadrato di pavimento in mosaico bianco a tessere piccolissime di ottima fattura”.

Un mosaico della villa romana di Cottanello

Insomma era fatta. Da quest’azione “popolare” scaturirono tutte le azioni “burocratiche” che portarono avanti le tre campagne di scavo per riportare alla luce la villa che apparteneva alla famiglia Cotta: importantissima e ricchissima famiglia romana che apparteneva alla gens Aurelia e che si era insediata in Sabina nel 241 a.C. dopo la conquista da parte del console e generale Caio Aurelio Cotta insieme a Marco Fabio Buteone.

Fu portata alla luce una parte della porzione abitativa di una domus ad atrio con disposizione assiale degli ambienti e con portico, atrio, peristilio e zona termale. Ma il periodo d’oro durò fino al 1973 quando la Sopritendenza concluse l’opera coprendo il complesso archeologico con un sistema di tettoie.

Da allora per oltre 22 anni fu di fatto abbandonato, poi dal 1995 l’argomento tornò ad interessare il Comune di Cottanello che risistemò il sito che ora è sorvegliato e provvede alla sua manutenzione… ora si attendono tempi “migliori” per completare lo scavo e riportare alla luce l’intero sito archeologico di Collesecco.

Gennaro Carotenuto

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