Viaggio nella Memoria

27/1/2015

Nel giorno del settantesimo anniversario dell’Olocausto, l’Italia intera “viaggia nella memoria” attraverso iniziative storiche e culturali, per ricordare le persecuzioni e lo sterminio degli ebrei nei campi di concentramento da parte dei nazisti.

Centinaia di appuntamenti daranno vita alla Giornata della Memoria, mostre, spettacoli teatrali, convegni, musica e testimonianze dei superstiti si estenderanno fino al 15 febbraio.

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A Roma, dove la Shoah è ancora molto sentita, ci sarà un ricco calendario di eventi e celebrazioni, tutti gli spazi culturali della Capitale ricorderanno il genocidio degli ebrei.

Proprio questa mattina, al Ghetto ebraico di Roma, il sindaco Ignazio Marino ha consegnato al Presidente della Fondazione del Museo della Shoah, Leone Paserman, le chiavi della sede temporanea, in attesa della realizzazione del Museo a Villa Torlonia.

Il Ghetto Ebraico è il luogo simbolo della comunità giudaica a Roma, epicentro del rastrellamento effettuato dai nazisti il 16 ottobre del 1943.

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Questo luogo in passato è stato omaggiato anche dal cinema italiano, a volte con una valenza genericamente folkloristica, come nel film “Un americano a Roma”, in cui di notte Alberto Sordi tende scherzosamente un agguato ad un metronotte tra le colonne del Portico d’Ottavia; altre con una più drammatica, come i flashback sulla giovinezza dello smemorato anziano pasticcere ebreo, interpretato da Massimo Girotti nel film “La finestra di Fronte” ed ambientato intorno a Piazza Mattei.

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Ma ancora oggi purtroppo il Ghetto ebraico di Roma è legato indissolubilmente a quel triste episodio del 1943, a quel “sabato nero” in cui la razzia nazista rastrellò 1024 persone. Lo sguardo di alcuni sopravvissuti ad Auschwitz che abita ancora nel quartiere riflette il mondo, gli occhi di chi visse quella drammatica ed indelebile vicenda non dimenticano, è una ferita aperta che trapassa l’anima ed il cuore.

Cesare Paris

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