Viaggio alla scoperta dei 5 misteri del Duomo di Modena

23/4/2015

Modena, città elegante e regina della buona tavola, ogni piazza è un grande salotto a cielo aperto che racchiude architetture, chiese, palazzi di diverse epoche, ognuno con la sua storia e la sua arte.

Non da meno è il suo popolo, i suoi cittadini, estroversi, dal carattere gioioso, generoso che amano raccontare le tante storie e leggende che aleggiano sulla città.

Curiosi sono i misteri del Duomo di Modena, capolavoro romanico, scrigno di grandi tesori di ogni epoca e patrimonio dell’Umanità insieme alla Ghirlandina (sua torre campanaria): cinque aneddoti che tutt’oggi affascinano cittadini e turisti in cerca della “Modena segreta”.

 

Scopriamoli insieme:

1. Il Mistero di Gundeberga: una macchina del tempo nella cripta

Non solo fantascienza. Secondo questa leggenda le teorie ancora da dimostrare della meccanica quantica di poter ipotizzare dei mondi paralleli sembrano tramutarsi in realtà. Sembra, infatti, che nella cripta del Duomo di Modena esistano prove concrete: sulla tomba di Gundeberga, donna longobarda morta nel 570 dopo Cristo, sono riportati accanto alla data di decesso i nomi dei consoli romani dell’epoca. Il mistero è nel fatto che le date non coincidono visto che l’impero Romano era già caduto quasi un secolo prima, nel 476 d.C….mistero o falso storico?

Potta di Modena

2. L’osso di drago su Piazza Grande

Meno misterioso per l’uomo moderno, ma piuttosto spaventoso nell’epoca in cui fu scoperto, nel Medioevo, quando ci si trovò davanti ad un enorme osso, oggi collocato sopra Porta Regia, una delle porte d’accesso al Duomo, rinvenuto durante i lavori di scavo per la costruzione dello stesso. Non sapendo che un tempo in pianura padana ci fosse il mare, i modenesi del tempo credettero fosse di drago invece che di balena.

 

3. La colonna annodata

E’ uno dei 24 rari e antichissimi (VIII sec. d. C.) esemplari di colonna ofitica esistenti in Italia. Anch’essa parte della Porta Regia, risale al 1209 e, quindi, copia più moderna di una precedente colonna non legata però all’Italia, ma al Medio-Oriente, fatto che dimostra come Modena fosse meta dei viaggi dei cavalieri Templari. Al centro del mistero vi è Gerusalemme: è qui che i templari scoprirono che alcune colonne del Tempio di Salomone erano annodate e che quindi una di esse potesse essere “speciale” e nascondere il Sacro Graal, così come la colonna annodata di Rosslyn, in Scozia, di cui si racconta custodisca il misterioso cimelio divino.

 

4. La Donna dai 42 figli

Il mistero della cosiddetta “Potta” è una di quelle leggende scolpite in una delle otto metope utilizzate per decorare le terminazioni dei quattro contrafforti della navata. Questa in particolare narra attraverso le immagini di un uomo bisessuato, forse un ermafrodita, una sorta di creatura mostruosa posto a guardia della chiesa, probabilmente un riferimento alla “Potta”, una donna di nome Antonia vissuta nei primi anni del 1200 e madre di 42 figli, una cifra quasi impossibile per oggi, figuriamoci per l’epoca in cui ogni gravidanza era un grosso rischio per la vita della madre, collocandola un po’ come una figura magica, misteriosa, leggendaria.

 

5. Re Artù raccontato un secolo prima

Anche in questo caso è la porta che ci “parla” di Re Artù ben 100 anni prima della diffusione della leggenda in Italia.

Sulla Porta della Pescheria, infatti, un bassorilievo racconta le vicende di Re Artù misteriosamente molto tempo prima rispetto al periodo in cui la storia fu raccontata nel nostro Paese. Alcuni scettici sostengono che sia Carlo Magno, mentre altri preferiscono continuare a credere all’ipotesi che Modena fosse crocevia tra nord e sud già da tempo, tanto da avere presenze orientali ancor prima di quanto documentato dalla storia.

 

Modena e i suoi misteri affascinano e accolgono visitatori e turisti trasportandoli in una dimensione magica, fatta di bellezze monumentali, di raffinate opere d’arte e di leggende che rendono ancor più interessante la scoperta di questa splendida città.

 

Valentina Sanesi

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