Tuscia Viterbese. Il pesce di Sant’Andrea

27/11/2013

In questi giorni nei paesi, nelle cittadine e nei borghi medievali della Tuscia Viterbese l’attenzione di chiunque passi davanti alle vetrine delle pasticcerie, delle caffetterie o dei negozi di dolci è attirata dai mille colori allegri e varipinti di tanti pesci di cioccolata rivestiti di luccicante carta stagnola.

Pesce di Sant'Andrea (fonte web)

Pesce di Sant’Andrea (fonte web)

GUARDA I VIRTUAL TOUR DELLA TUSCIA

Il motivo è molto semplice: sabato 30 novembre sarà la festa di Sant’Andrea e un’antica e consolidata tradizione di questo splendido territorio è quella di regalare, in questa ricorrenza, dei pesci di cioccolato che contengono all’interno una sorpresa, come se fossero delle uova di Pasqua.

Questi particolari prodotti artigianali di cioccolato fondente o al latte, che nascondono nella pancia del pesce oggettini e ninnoli vari, l’usanza vuole che vengano scambiati e regalati in segno di affetto tra genitori e figli, tra nonni e nipoti, tra fidanzati o tra marito e moglie.

In particolare sono soprattutto i bambini che la sera del 29 novembre mettono sul davanzale della finestra un piatto vuoto che, durante la notte, Sant’Andrea pescatore riempirà con doni e con l’immancabile pesce.

Il pesce di Sant’Andrea ha origini antichissime; fratello di San Pietro, fu lui che presentò a Gesù un bambino che aveva pochi pani e pochi pesci, la sua merenda, che miracolosamente vennero però moltiplicati per sfamare più di cinquemila persone.

Da qui ha origine la tradizione tramandata dai primi cristiani fino ai giorni nostri.

Sant’Andrea è da sempre un santo molto venerato e un’usanza che Viterbo condivide con tutti i paesi che si affacciano sul Lago di Bolsena è quella di celebrare la festa del loro protettore Sant’Andrea con canti, riti e banchetti tutti immancabilmente a base di pesce.

Non è quindi un caso che una delle chiese più antiche e più belle di Viterbo, per il suo splendido romanico e la cripta gotica, sia stata dedicata proprio a Sant’Andrea.

Si narra infatti che il parroco della Chiesa di Sant’Andrea a Pianoscarano era solito collocare nell’acquasantiera un pesce di cioccolato per ogni sagrestano e uno per il vescovo, ed è da qui che sarebbe nata questa tradizione.

 Francesca Pontani

Informazioni

Il pesce di Sant’Andrea

30 novembre

Provincia di Viterbo

 

Commenti

commenti

Lascia un Commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento