Sicilia: lo Zibibbo di Pantelleria Patrimonio Unesco

24/12/2014

La vite di uva Zibibbo entra ufficialmente nella Lista dei patrimoni culturali dell’Umanità

E’ di pochi giorni fa la notizia che con un voto all’unanimità si è scelto di includere tra i patrimoni dell’ Unesco la vite ad alberello che produce la qualità d’uva Zibibbo.

Caratteristica dell’isola di Pantelleria, nella bella e assolata , l’origine della coltivazione della vite dello Zibibbo, il cui vitigno, tecnicamente chiamato Moscato d’Alessandria, si perde nella notte dei tempi.

Coltivata nel Nord Africa  sembra sia stato portato in Sicilia dai Fenici, mentre la tecnica di coltivarlo a terrazzamenti fu introdotta dagli arabi dalla cui lingua deriva anche il nome stesso di questa vite: “Zibibbo, infatti, in arabo significa “uvetta” o “uva passa”.

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zibibbo

In Sicilia l’attuale tecnica di coltivazione è la più moderna del “cordone speronato”, mentre sull’isola di Pantelleria viene ancora adottato l’antico uso della vite “ad alberello”.

Inoltre anche la tecnica per ottenere il giusto grado di dolcezza tipica dello Zibibbo è antichissima: i grappoli vengono raccolti molto maturi e in seguito messi ad asciugare su graticce in legno e infine pigiate, un modo di “trattare” le pregiate uve comune ai migliori vini dell’isola. E dopo quattro anni di duro lavoro per il comitato impegnato a valorizzare e a presentare il progetto finalmente il giusto riconoscimento, votato all’unanimità dai 161 Stati impegnati a giudicare. Un risultato da record quello dell’Italia che, così come afferma il comitato che ha proposto la candidatura, nessun Paese prima era mai riuscito ad ottenere.

Far iscrivere nella preziosa Lista una pratica agricola riconoscendole il grande valore culturale è un primato tutto italiano che rafforza l’immagine del nostro Paese, territorio ricco non solo di siti di inestimabile valore storico e architettonico – molti dei quali già iscritti nel registro Unesco – ma anche di tradizioni e specificità territoriali di elevata valenza culturale.

 

Valentina Sanesi

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