“Segui la stella cometa!”

19/12/2014

Servivano gli occhi di Pier Paolo Pasolini per vedere in Matera la sua Gerusalemme, riprodotta in maniera naturale e perfetta durante le riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo”, secondo molti il miglior film sulla vita e la morte di Gesù, di cui quest’anno ricorrono i 50 anni dell’uscita. Perché tra i Sassi di Matera si scorgono le stesse cose che caratterizzavano Gerusalemme e l’antica Galilea, le case scavate nella roccia fragile, le stradine che s’inerpicano tra un’abitazione e l’altra, un susseguirsi di finestre che sembrano piccole feritoie.

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Proprio per questo, dal 2 al 5 gennaio 2015, l’intero complesso di case scavate nella pietra, molte risalenti addirittura all’Età del Bronzo, diventeranno un’enorme rappresentazione della “Natività” con oltre 300 figuranti, animali della campagna, luci e addobbi natalizi. Secondo molti si tratta del presepe vivente più grande del mondo, svolto in una dei luoghi più belli e suggestivi d’Italia, i famosi Sassi di Matera, cuore vecchio della città lucana e Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, che nel 2019 sarà anche Capitale Europea della Cultura.

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Il Presepe Vivente di Matera 2015, avrà come titolo “Segui la stella cometa!”. Il percorso parte da Piazza Vittorio Veneto per poi abbracciare entrambi i Sassi, il Sasso Caveoso ed il Sasso Barisano, percorrendo infine i vicoli e le vie principali della città vecchia, riproponendo l’intera vita di Gesù. La Grotta, che farà da sfondo alla Natività e ospiterà la nascita di Gesù bambino, sarà riprodotta nella Casa Grotta del Rione Casalnuovo, e qui ad attendere il pubblico e i curiosi ci sarà una stella cometa di circa quattro metri di diametro, sotto un gioco di luci stellate allestito sul meraviglioso Altopiano delle Murge, che sorge proprio di fronte ai sassi.

Stitched Panorama

A questo punto, per capire meglio l’essenza di Matera, basta citare Carlo Levi, autore del romanzo Cristo si è fermato ad Eboli: “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”.

Cesare Paris

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