Passeggiando tra i murales di Roma

30/1/2015

Passeggiando lungo le periferie di Roma ci si trova di fronte a dei veri e propri capolavori della street art. Scenari fantastici, personaggi fiabeschi, soggetti che spesso richiamano l’onirico ed il sociale, colori vivaci che vanno dal blu elettrico al rosso fanno diventare i quartieri romani delle gallerie d’arte a cielo aperto.

L’arte contemporanea incontra e si unisce alla perfezione con l’architettura urbana ed il tessuto sociale circostante. I murales diventano espressione artistica ricercata per la riqualificazione, a costo zero, di molte aree urbane in forte degrado e abbandono.

Oggi il wall painting è il simbolo di rinascita civica, di una rivalutazione delle strade di periferia all’insegna del multiculturalismo.

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Attraversando alcuni quartieri storici di Roma si ha subito l’impressione di trovarsi in un posto che ha dato il via alla propria trasformazione estetica e sociale, lasciando intatta però la sua identità culturale attraverso la fortissima e radicata appartenenza dei residenti al territorio.

Così si possono scoprire quartieri antesignani della street art romana, come Tor Pignattara, la nuova frontiera “dell’avanguardia graffitara”, dove, fra via Pavoni e via del Pigneto, si può ammirare il più alto murales di Roma raffigurante un uomo baffuto che sorseggia un caffè bollente dentro un cassonetto della spazzatura, simbolo di degrado e consumismo. Questo atto di accusa nei confronti di una società sprecona si aggrega all’omaggio fatto al grande cinema italiano e realizzato sulla facciata dello storico Cinema Impero, in via di Acqua Bulicante, con i ritratti di Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli, Anna Magnani e dei fratelli Sergio e Franco Citti.

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Proseguendo la passeggiata si può arrivare prima in via dei Lentuli, nei pressi di via Tuscolana, dove si trova il murales che rappresenta il “Manifesto”, poi al quartiere Quadraro, disseminato di opere d’arte dipinte sui muri, come il popolare “Quadraro ner core”.

Mentre tra Testaccio e Ostiense si possono ammirare, oltre alla splendida Guernica dell’ex Mattatoio di Testaccio, prima gli enormi volti di un’ex caserma situata in via del Porto Fluviale, dove le finestre sono diventate occhi e bocche variopinte, poi i muri riempiti da fantastiche immagini che circondano il Gazometro di Roma.

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Nelle periferie romane la street art può rappresentare una forma fondamentale di aggregazione, un modo innovativo per rilanciare l’idea di una società basata su una “nuova bellezza”.

Cesare Paris

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