Istat, italiani più sedentari: internet e libri contro la crisi

18/12/2012

Nel 2012 il 35% degli italiani non ha mai partecipato a uno spettacolo o a un evento culturale o di intrattenimento fuori casa. Si tratta del valore più elevato degli ultimi sei anni. Gli italiani frequentano maggiormente i poli museali, soprattutto se gratuiti, usano sempre di più il pc e sono molto più sedentari anche se ad una visione “abitudinaria” della Tv in alcuni casi preferiscono un buon libro o un giornale: è questa in sintesi la fotografia scattata dall’Istat nel suo annuario statistico 2012.

Diffusi i dati Istat 2011

Diffusi i dati Istat 2011

Dati, quelli rilevati dall’Istat, che di dicono che nel 2011 oltre 40 milioni e 134mila persone hanno visitato i 424 luoghi della cultura italiana (di cui 209 musei e gallerie e 215 monumenti e aree archeologiche).

Musei “affollati”. Poli museali che, stando ai dati dell’Istat, hanno fatto registrare quasi tre milioni in più di visitatori rispetto al 2011: nello specifico, aumentano di circa il 14% i visitatori degli istituti a ingresso gratuito (oltre un milione 803 mila) e del 4% i visitatori degli istituti a pagamento (+993 mila).

Stampati più libri. Nel 2011 si è interrotto anche il trend negativo della produzione libraria: sono stati pubblicati 63.800 libri (rispetto ai 57.558 dell’anno precedente), per una tiratura complessiva di oltre 213 milioni di copie (quasi quattro volumi per ogni abitante). La produzione editoriale registra una ripresa sia per i titoli (+10,8% in un anno) che per la tiratura (+2,5%).

Meno cinema, teatro e concerti. Dati soddisfacenti quelli fatti registrare dagli istituti museali del Belpaese sia ad indirizzo archeologico che moderno, meno favorevoli invece i dati emersi sui consumi culturali: il 35% non ha mai partecipato ad un evento fuori casa, si tratta del valore più elevato degli ultimi sei anni. Il cinema, nonostante tutto, continua a raccogliere il maggior pubblico. Una persona su due è andata almeno una volta a vedere un film in sala (il 49,8% della popolazione di sei anni e più). Nella graduatoria seguono le visite a musei e mostre (28%), gli spettacoli sportivi (25,4%), le visite a siti archeologici e monumenti (21,1%), la frequentazione di discoteche e balere (20,6%), il teatro (20,1%), gli altri concerti di musica (19%) e, all’ultimo posto, i concerti di musica classica, che interessano appena il 7,8% della popolazione.

Il teatro è l’unica attività fuori casa, fra quelle considerate, in cui la partecipazione femminile è maggiore rispetto a quella maschile (il 22,2% delle donne contro il 17,9% degli uomini).

Visione abitudinaria della tv. A fronte di un aumento dell’uso del pc e di internet anche in una fascia d’età medio alta, si registra una visione “abitudinaria” dei programmi televisivi per il 92,4% delle persone di tre anni e più (era il 94,% nel 2010).  L’ascolto della radio è meno diffuso, interessa il 58,3% della popolazione, ma è in aumento (dal 57,8% al 59%) la percentuale dei “fedelissimi”, ovvero coloro che la ascoltano tutti i giorni.

La lettura dei libri è l’unico consumo culturale, a livello nazionale, a non conoscere flessioni nel 2012. Nell’anno in corso legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 52,1% delle persone in età scolare, mentre il 46,0% si dedica alla lettura di libri. I giovani di 11-14 anni sono i lettori più accaniti (60,8%), pur registrando un calo in confronto a un anno prima (62%).

Gli uomini leggono di più i quotidiani (58,0% contro il 46,6% delle donne), le donne preferiscono i libri (51,9% contro il 39,7% degli uomini) e ne leggono in maggior numero. Si riduce il divario fra Mezzogiorno e resto del Paese per la lettura di libri: tra i residenti di questa area la quota di lettori raggiunge il 34,2% nel 2012, contro il 32,7% dell’anno precedente.

Più internet per tutti. Gli utilizzatori del personal computer crescono di anno in anno: nel 2012 sono il 52,3% della popolazione di tre anni e oltre (52,2% nel 2011). L’uso del pc tocca il livello massimo tra i 15 e i 19 anni (quasi nove ragazzi su dieci), ma gli utilizzatori aumentano anche fra i 65-74enni (17,2% contro il 14,9% di un anno prima). Parallelamente, l’uso di Internet continua a mostrare un andamento crescente, coinvolge il 52,5% della popolazione di sei anni e più (51,5% nel 2011). A livello territoriale, permane uno squilibrio sia nell’uso del pc (Nord 57,0%, Centro 54,3%, Mezzogiorno 44,9%), che in quello di Internet (Nord 57,3%, Centro 55%, Mezzogiorno 44,6%).

Gennaro Carotenuto

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