Collalto Sabino: “La Memoria è Amore” in mostra fino al 31 dicembre

26/11/2012

Una selezione di circa 330 fotografie, tutte rigorosamente in bianco e nero che “parlano subito del tempo”, didascalie scritte a mano “con la calligrafia di una volta, scelte ad hoc per rappresentare al meglio il significato intrinseco di ogni fotografia”, elementi essenziali per compiere un viaggio a ritroso nel tempo e scoprire o riscoprire la Collalto Sabino che fu, tutti racchiusi nella mostra fotografica “La Memoria è Amore” ospitata a palazzo Scossa-Latini fino al prossimo 31 dicembre.

Una delle foto in mostra a Collalto Sabino

Una delle foto in mostra a Collalto Sabino

In questo lembo di territorio che da sempre ha rappresentato una zona “di confine”: anticamente tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle due Sicilie, oggi tra la Sabina, il Cicolano e l’alta Valle dell’Aniene. In questa striscia di terra tra Lazio ed Abruzzo, un’Associazione Culturale nata quasi per caso, così come per caso circa un anno fa, ci spiega Flavio Bruni,  un gruppo di appassionati e propensi “a dare uno sguardo indietro” decise di creare un gruppo su Facebook denominato non a caso “Collalto Come Eravamo”, iniziando a pubblicare vecchie fotografie del paese.

“Ci eravamo imposti poche regole: fuori la politica, i ninnoli e i gattini, così come il copia e incolla selvaggio da siti internet – afferma Flavio Bruni. Insomma avevamo detto no a tutto ciò che non fosse riconducibile espressamente ad epoche ed atmosfere passate di Collalto”.

Il gruppo in pochi mesi non solo vede progressivamente aumentare il numero di adesioni, ma anche di materiale inedito pubblicato. Inizia una ricerca nei bauli impolverati sistemati in cantina, nei cassetti, nei vecchi album fotografici di famiglia, tanto che il materiale raccolto supera abbondantemente le 5mila fotografie che “descrivono e raccontano con dovizia di particolari inediti, la vita degli ultimi 150 anni di Collalto, ma anche e soprattutto di un sociale italiano che cambia” – ci tiene a sottolineare Flavio Bruni.

Una mostra che ci racconta di ritratti, mestieri, costumi,  sacro e profano, di personaggi noti e meno noti. Ma anche dei conflitti mondiali, dell’emigrazione di inizio secolo, di famiglie nobiliari e contadine, di scorci di paesaggi che oggi non ci sono più. “Nasce così l’Associazione Culturale che ha come scopo quello di salvaguardare il patrimonio fotografico emerso creando un archivio digitale e renderlo fruibile a tutti attraverso la realizzazione della mostra fotografica – continua Bruni. Davanti a queste istantanee ognuno potrà trovare il suo ricordo perduto, la sua sorpresa, magari un pizzico di nostalgia, di ammirazione, per questo posto a cui siamo tutti legati in modo ancestrale. Chi fino ad oggi non aveva conosciuto Collalto, invece,  potrà scoprire una grandezza di valori”.

La mostra inaugurata lo scorso 1 agosto rimarrà aperta fino al 31 dicembre. La mostra è aperte di sabato dalle 17.00 alle 20.00 e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Nei giorni feriali è possibile visitarla su appuntamento contattando il numero 3317537499.

Guarda il virtual tour della mostra

Gennaro Carotenuto 

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