Brescia: il cibo nell’arte

27/11/2014

Expo e la grande abbuffata. Anche Brescia prepara la grande mostra “Il cibo nell’arte”.

“Cibo è scoperta, è viaggio, colore, gioia, denaro, spreco, gioco, lavoro, moda”, ma soprattutto “cibo è vita” recita la voce di Antonio Albanese nel primo spot di expo 2015, dal 2 novembre in onda sulle tv nazionali.

Ma il cibo è anche arte. Così esordisce Davide Dotti, giovane curatore della mostra “Il cibo nell’arte”. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi ieri sera nella splendida cornice della chiesa di san Giorgio a Brescia. Una grande mostra, quella che dal 24 gennaio al 14 giugno 2015 sarà ospitata nella prestigiosa sede bresciana di Palazzo Martinengo Cesaresco, con una selezione di oltre cento opere che dal Seicento ad oggi ripercorrono il legame tra arti figurative e tradizione enogastronomica.

 

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L’iniziativa è perfettamente in sintonia con le tematiche chiave di Expo 2015 di cui la mostra ha ottenuto l’autorevole patrocinio.

Con un “menù” estremamente variegato, sala dopo sala il visitatore sarà condotto in un viaggio che si pone l’obiettivo di indagare cibo e arte, «due tra i caratteri più distintivi della nostra identità nazionale» continua Dotti. Allegoria dei cinque sensi, mercati dispense e cucine, frutta, verdura, pesci e crostacei, selvaggina, carni salumi formaggi, dolci vino liquori e ancora tavole imbandite sono le sezioni in cui si articola l’esposizione  con un’attenzione particolare per l’arte del secolo scorso cui è dedicata un’ultima tappa.

É iniziata insomma la grande abbuffata di expo: anche nel mondo dell’arte il cibo è grande protagonista nel 2015. Niente di nuovo in realtà in un paese come l’Italia dove parlare di cucina è diventato lo sport nazionale, o almeno così parrebbe a giudicare dagli innumerevoli programmi televisivi e pubblicazioni che si occupano di cibo.

Un’abbuffata in tutti i sensi quella che un evento della portata di expo è in grado di mettere in moto; investimenti enormi che non sempre si traducono in interventi di sviluppo organico a lungo termine.

Con l’esposizione di opere di maestri dell’arte antica, da Campi a Baschenis a Ceruti, e di quella moderna e contemporanea come Magritte, De Chirico e Warhol, la mostra bresciana si propone di andare oltre la superficie del rimando occasionale realizzando una proposta di senso compiuto.

 

 

 

 

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