Brunello di Montalcino: Siena in un bicchiere

21/2/2015

Scopriamo qualcosa in più sul Brunello di Montalcinole nuove annate, la storia, le caratteristiche, il territorio e gli abbinamentiprezioso e rosso nettare figlio delle straordinarie terre di Siena, in festa fino al 23 febbraio per la presentazione dell’attesa annata 2010.

Benvenuto Brunello 2015

Toscana in festa per quello che è tra i vini più attesi del nuovo anno: il Brunello di Montalcino annata 2010, valutato come “figlio” di una vendemmia da 5 stelle, definita come ”la migliore di sempre”.

Non è un caso, infatti, che l’anteprima della sua presentazione, tenutasi a fine gennaio nientemeno che a New York e a San Francisco, abbia fatto già notizia.

Ed è così che in questi giorni il “nostro” Brunello si prepara per essere festeggiato anche nella sua terra natìa. Anche quest’anno, infatti, fino al 23 febbraio si terrà “Benvenuto Brunello”  la manifestazione che riunisce nel Chiostro del Museo dello splendido borgo di Montalcino, in provincia di Siena,  critici, giornalisti italiani e internazionali, ristoratori e operatori del settore per un imperdibile appuntamento con i produttori.

Saranno proprio loro a presentare le nuove annate lanciate quest’anno sul mercato. Insieme all’atteso Brunello 2015 ci saranno anche il Brunello di Montalcino Riserva 2009, il Rosso di Montalcino 2013, il Moscadello di Montalcino e il Sant’Antimo, oltre all’annata appena vendemmiata, quella di ottobre 2014.

Ma ad attendere il Brunello c’è tutto il mondo! Ed è così che Il tour proseguirà a marzo in Canada, a Calgary e Vancouver e al ProWein 2015 in Germania, per chiudersi a novembre in Giappone con eventi a Tokio e Osaka.

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La storia del Brunello

Viaggiando un po’ indietro nel tempo “Brunello” era in origine il nome con cui a Montalcino veniva chiamata quella che si pensava fosse una varietà di uva, fino a che non venne verificato che l’uva Brunello e l’uva Sangiovese appartenevano alla medesima varietà, come poi fu di lì a poco, nel 1879, sancito dalla Commissione Ampelografica della Provincia di Siena.

Il Brunello di Montalcino, sebbene sia stato creato in epoca relativamente moderna dalla famiglia nobile dei Biondi Santi, già nel Medioevo aveva i suoi altrettanto “illustri” avi. A quest’epoca risalgono, infatti, statuti comunali che regolamentavano alcune fasi della produzione di vino in zona, come ad esempio la data d’inizio della vendemmia.

Il territorio del Brunello

Un territorio favoloso quello di Montalcino e della provincia di Siena, disegnato con rispetto e dedizione dall’uomo che viene premiato ricavandone veri e propri nettari “divini”.

Il Brunello, insieme al Chianti (coltivato a nord di Siena e nella zona di Firenze) e al Morellino di Scanzano (tipico della provincia di Grosseto, nelle terre della Maremma) è uno dei vini più pregiati della Toscana, fra i più bevuti e conosciuti in tutto il mondo e, insieme al Barolo (Piemonte) il più longevo d’Italia.

Caratteristiche e abbinamenti del Brunello

E’ il Brunello un vino rosso rubino intenso, così come il suo odore, permanente e dal sapore asciutto e un po’ tannico, da degustare alla temperatura di 18 gradi in calici di cristallo. Con queste caratteristiche è particolarmente indicato per essere abbinato a primi e secondi piatti non troppo elaborati, di carne di maiale o vitello, sughi di funghi o di tartufi.

Figlio dei vitigni che da generazioni vengono curati con dedizione da viticoltori e che rendono unico il paesaggio di questi territori baciati dal sole e da Dio, il Brunello rallegra le tavole accompagnando così le gustose e saporite ricette della cucina tipica toscana.

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Valentina Sanesi

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