Aggiungi un “DOP” a tavola

17/12/2014

La cucina italiana segue il divenire delle stagioni e ogni stagione è legata alla  particolarità del territorio nazionale, che ha permesso nel tempo la creazione ed il mantenimento di numerosi produzioni tipiche locali. Questo patrimonio agroalimentare, fulcro del Made in Italy, ha creato un valore aggiunto alla cultura e all’economia italiana. prosciutto_norcia

Il Bel Paese infatti, detiene la leadership in ambito comunitario di tradizioni produttive enogastronomiche, sia in termini di varietà che in termini di pregio e genuinità, effetto che ha generato il connubio, ormai inscindibile, turismo-enogastronomia, e che contribuisce a preservare, ed a potenziare la conoscenza e la  riconoscibilità  del Made in Italy in tutto il mondo, attraverso i marchi di eccellenza DOP (Denominazione di origine protetta), DOC (Denominazione di origine controllata) e IGP (Indicazione geografica protetta).

Una maggiore consapevolezza e conoscenza dei prodotti a denominazione di origine, consente sia di avere certezza rispetto a quanto si acquista e si consuma, sia di premiare e valorizzare gli sforzi compiuti dalle piccole e medie imprese legali.

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Quindi volendo si può fare un viaggio in giro per l’Italia, degustando virtualmente alcuni dei prodotti tipici pregiati e di qualità tutelati dai marchi DOP, DOC e IGP; partendo dal Piemonte con la Nocciola e il Prosciutto di Cuneo, scendendo verso l’Emilia Romagna con l’Aceto Balsamico, il Prosciutto di Modena, la Mortadella di Bologna, il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano; proseguendo in slalom prima ad ovest verso la Toscana, con l’intramontabile Lardo di Colonnata, il Chianti Classico e l’Olio extra vergine d’oliva delle colline senesi; poi ad est verso l’Umbria, con il famoso Prosciutto di Norcia, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia e l’olio extra vergine d’oliva delle colline umbre; poi ancora ad ovest verso il Lazio con la storica Porchetta di Ariccia, l’olio extra vergine di oliva della Sabina ed il Pecorino romano; poi di nuovo ad est verso l’Abruzzo con lo Zafferano dell’Aquila, il vino Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo e l’olio extra vergine d’oliva delle colline teramane.

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Da qui si può riprendere la discesa verso il Sud Italia, in Campania, con il Pomodoro San Marzano e la Mozzarella di Bufala Campana; o in Basilicata con il Pane di Matera e il vino Aglianico del Vulture; in Puglia con l’olio extra vergine d’oliva del Salento ed il pane di Altamura; in Calabria con la Cipolla rossa di Tropea, il Capocollo e la Soppressata di Calabria; sbarcando in Sicilia con il Pomodoro Pachino, il Pistacchio di Bronte e le intramontabili Arance Rosse di Sicilia.

Il tutto ci porta a pensare che l’Italia è un mix di odori e sapori abbinati alla terra e alla preparazione, legati insieme dall’alchimia sapiente della tradizione.

Cesare Paris

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